Nascita del Gruppo Aziendale Uilcom Rai - RaiWay Milano

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Il nostro Sindacato, alla luce del costante impegno e della rinnovata attività, ha avuto localmente un notevole aumento di iscritti. Aumento che richiede una diversa strutturazione dell’organizzazione per rispondere in maniera più puntuale e precisa alle richieste che pervengono dagli iscritti e da tutti i lavoratori. Per questo abbiamo deciso di riformare il G.A.U., Gruppo Aziendale Uilcom-UIL Rai-RaiWay Milano, che rappresenta anche il nostro centro di discussione, in un’ottica di rafforzamento e rinnovata coesione con la nostra struttura territoriale e con i nostri referenti nazionali, sulle problematiche Sindacali del momento. Queste possono essere riassunte nei quattro argomenti di seguito affrontati.
 
  • Occupazione

La RAI sta attraversando una grave crisi finanziaria: questa è tale da mettere a rischio il livello occupazionale dell’Azienda? Certamente i segnali sono tutti in questa direzione. Il mancato pagamento del premio di produzione; il riproporsi di fatto, al tavolo delle trattative del piano industriale di Masi con le dismissioni annunciate; l’evasione del canone con la mancata volontà politica di recupero; la messa in discussione del servizio pubblico basato sulle tre reti, che tra l’altro in assenza di un forte ripensamento di mission sono certamente un anacronismo di cui è inutile negare l’esistenza, il mancato rinnovo contrattuale scaduto ormai da quasi due anni, gli attacchi continui da più fronti, che la nostra Azienda subisce ormai da troppo tempo… E questi sono solo una parte dei problemi che confermano le attuali difficoltà. Rileviamo che non tutti localmente comprendono la gravità del momento. E' quindi ancor più importante, con un preciso impegno, supportare efficacemente il tavolo nazionale di contrattazione, garantendo il nostro fattivo apporto, con un’unica convinzione: non vogliamo a tutti i costi difendere l’esistente. Riteniamo però fondamentale difendere il reale livello occupazionale e salariale, anche in un contesto di riallineamento dell’attuale parte normativa del contratto. Livello salariale che non può prescindere dal cercare di migliorare i vari livelli di ingresso e dei TD. Così come è nostro dovere obbligare l’Azienda a un comportamento corretto che garantisca la ripartizione dei sacrifici a tutti i settori aziendali. Riteniamo un importante segnale di svolta, a favore delle risorse più sofferenti nel perimetro aziendale, prevedere (nell’ambito del solo prossimo rinnovo contrattuale) la riparametrazione del prossimo aumento dei minimi stipendiali in maniera inversamente proporzionale al livello: in questo modo le categorie con salari più bassi (a partire cioè dal livello minimo, il 9) avranno un aumento più importante rispetto a chi già oggi percepisce un salario più alto. In un momento così difficile e di crisi è significativo, infatti, diminuire la forbice con un preciso impegno solidale da parte dei livelli più alti. Inoltre un ulteriore significativo bonus, sempre all’interno del rinnovo contrattuale, va dato ai lavoratori assunti dopo il 06/04/1995, i cui aumenti legati agli scatti biennali di anzianità, sono limitati a cinque, a differenza dei colleghi assunti prima di tale data che non hanno alcuna limitazione: una differenza di trattamento iniqua, che diventerà sempre più marcata man mano che si andrà avanti negli anni. In questo specifico contesto, l’aumento supplementare in occasione del compimento del 25° anno di servizio andrebbe eliminato a favore di un preciso contributo a favore di chi è stato assunto dopo il 06/04/1995.
 

 
  • Expo

Chiariamo subito in quale contesto la RAI e l’Expo fanno parte di uno stesso ambito. Il ragionamento è molto semplice: l’Expo necessità di un broadcaster per la diffusione dell’evento sui media internazionali; quale migliore occasione, quindi, per la RAI di offrire un servizio per un evento di portata mondiale? Chiaramente si potrebbero creare delle nuove strutture dedicate all’Expo, che, alla fine, se correttamente progettate, potrebbero diventare il nuovo Centro di produzione in grado di rispondere al meglio alle richieste produttive. Questo è l’intento principale. Gli insediamenti RAI di Sempione e Mecenate, sul quale stendiamo un pietoso velo, non sono più definibili Sedi, e sempre meno lo saranno, in quanto non in grado di rispondere alle future esigenze produttive. Avere, quindi, la possibilità di rinnovare lo “stabilimento” è per noi di fondamentale importanza. Non solo sul piano industriale ma anche su quello politico poiché dimostrerebbe la volontà sia RAI, ma ancor di più del livello istituzionale locale, di difendere la nostra realtà produttiva. Finora purtroppo non possiamo che costatare le difficoltà e le ambiguità poste dagli interessati alla definizione del problema.

 
  • RaiWay

Un ambito importante di riflessione è legato a Rai Way. Riteniamo ovviamente imprescindibile il mantenimento dell’attuale perimetro aziendale. Non solo per la semplice tenuta occupazionale in sé, ma, in un ambito più generale, per la salvaguardia dell’Azienda nel suo insieme e del servizio pubblico. Modello aziendale da prendere come esempio, Rai Way è costantemente assediata da voci di vendita, parziale o totale. I lavoratori non possono più avere questa spada di Damocle che pende sulle loro teste e sul loro futuro. Con i bilanci in attivo ormai da anni e con organici ai minimi indispensabili, grazie all'accurata gestione delle risorse interne, ha saputo gestire l'intera rete di diffusione e la digitalizzazione del territorio, tuttora in corso. Rai deve utilizzare Rai Way per diventare il principale operatore del settore, con l’acquisizione di importanti clienti oggi privi di una loro capacità trasmissiva, e non diventare, obbligatoriamente in caso di vendita dell’asset, un semplice utilizzatore dei servizi offerti da Rai Way, con conseguente lievitazione dei costi, in una prospettiva quindi a lungo termine fortemente penalizzante sia in termini di spesa che di efficienza.
A livello nazionale, è importante che la struttura di Rai Way sia modernizzata e ridisegnata alla luce delle continue innovazioni tecnologiche e gestionali: esistono progetti Aziendali datati mai fatti realmente decollare. È necessaria maggiore autorevolezza e determinazione: entrambe le parti, Azienda e OO.SS., devono agire nel pieno delle proprie responsabilità. Solo ristrutturandosi adeguatamente, e costantemente, Rai Way può mantenersi competitiva in un mercato così ricco di competitors. Una struttura come CRS non può più aspettare oltre. Così come diversi aspetti delle varie Zone (vedi extraregionalità, gli organici e l’elevata professionalità dei Miaf e dei CQ, le molteplici attività degli uffici tecnici), vanno ripensate e adeguate ai tempi attuali. Il Nucleo Sempione, ad esempio, che gestisce gli impianti e le apparecchiature di Milano, non può non aver ancora trovato, dopo anni dallo spresidio dei Centri e la chiusura nel 2002 degli ex Ponti Fissi con la contestuale nascita del CC-RD, una definitiva collocazione (sia in termini di organico che di presidio) chiara e precisa.

 
  • Autonomia ideativa e produttiva

Sono ormai troppi anni che in quest’Azienda non sono più valorizzate le professionalità interne. È determinante in un momento di crisi come questo, sfruttare al 100% gli organici Rai, le cui qualità ideative e produttive sono di altissimo livello, e non ricorrere costantemente a format esterni dai costi troppo elevati ed i cui risultati lasciano spesso a desiderare. Milano in particolar modo rappresenta storicamente un’importante fonte culturale del Paese. Oggi è fortemente penalizzata e marginalizzata e non si vedono all’orizzonte segnali incoraggianti (vedi Expo). Riteniamo che la Rai, specchio della nostra società, debba rappresentare a livello culturale tutte le singole specificità italiane: un adeguato e serio rilancio dei Centri di produzione, permetterebbe alla nostra Azienda di assolvere il proprio mandato di Sevizio Pubblico. È infine più che preoccupante, il depauperamento gestionale della nostra Sede, evidenziato da un livello dirigenziale quasi totalmente inesistente. Non rivendichiamo realtà passate, anche in periodi in cui la produttività del Centro era assai più bassa, ma affidare le redini di una così importante struttura ad un solo dirigente e ad una manciata di funzionari, evidenzia in maniera inequivocabile la sudditanza milanese nei confronti del centro romano a qualsiasi livello (Rai Way non ha addirittura, nemmeno in delega, alcun riferimento a Milano: ciò spesso determina un immobilismo a volte ai limiti del paradossale, anche per le situazioni più facili da risolvere). L’autonomia che rivendichiamo sul piano produttivo passa anche da un’autonomia certa che consenta la necessaria responsabilizzazione locale, la velocità decisionale, l’aderenza alla realtà produttiva. La situazione attuale non è più sostenibile, sia per problematiche legate a veri e propri costi diretti, sia perché si riverbera negativamente sulla vita operativa di tutti i lavoratori, ormai in troppi casi costretti a svolgere compiti e mansioni superiori al loro livello di inquadramento. Compiti e mansioni che ingenerano giuste rivendicazioni, per le quali se sarà necessario, a tutela dei lavoratori interessati chiederemo l'intervento della nostra struttura territoriale per il sostegno in sede vertenziale.

 

 

 

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